Laura
Lucca (25-01-2020)
Prima esperienza molto piacevole
"Grazie!"
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Gli habitat naturali sono in grado di riciclare i detriti e gli scarti organici trasformandoli in materiali riutilizzabili. Agli spazi artificiali manca questa qualità innata, per cui, per mantenersi in perfetto stato necessitano di un aiuto meccanico con filtri per terrari di rettili e tartarughe.
Non c’è peggior nemico di un rettile in cattività che i propri scarti. Per scarti intendiamo le urine, i residui organici e i resti di cibo, tre elementi che se non rimossi in tempo finiscono per trasformarsi in batteri e altre sostanze altamente dannose per i rettili come l’ammoniaca, il nitrito o il nitrato.
Che un rettile produca scarti è inevitabile, che questi finiscano per mettere a repentaglio la sua salute, no. Come ovviare a questo problema? Attraverso l’uso di filtri a carbone che agiscono come una barriera meccanica che riunisce tutte le sostanze nocive e le scompone, impedendo in questo modo che ritornino al terrario.
La dimensione del filtro dipenderà dalla quantità di acqua contenuta nel terrario. Se non è molto profondo puoi utilizzare un filtro per nano acquari o un mini filtro interno. Questi ultimi non si appendono, ma si fissano al fondo del terrario tramite ventose; da qui, aspirano l’acqua dal basso e la trasportano, grazie alla spugna filtrante, che la rimette in circolo pulita.
Molto efficaci sono anche i filtri per acquario in tre fasi: la prima agisce come un setaccio e raccoglie le particelle grandi; la seconda trattiene le piccole impurità che causano cattivo odore e tingono l’acqua; la terza elimina l’ammoniaca e gli scarti trasformati in nitrato dall’acqua del terrario.
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